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Flora batterica intestinale e alimentazione

Flora batterica intestinale e alimentazione

Negli ultimi decenni abbiamo modificato molto il nostro stile alimentare e di vita; questo ha comportato un aumento di produzione anche nel settore del commercio alimentare, con una conseguente riduzione della qualità del cibo che troviamo negli scaffali del supermercato. I processi di industrializzazione hanno apportato modifiche nutrizionali, abbassando la quantità dei nutrienti e un aumento di alimenti a base di zuccheri semplici raffinati (zucchero e farina bianca). Il nostro organismo ha dovuto adattarsi a queste modifiche, modificando la popolazione batterica intestinale. Ma come è fatta la parete intestinale? L’intestino è rivestito da una  parete protettiva chiamato endotelio, composta prevalentemente da cellule che coprono circa 400 m2 di superficie. Questa  membrana aiuta a dividere l’interno del corpo dall’ambiente esterno e ha la funzione di impedire la perdita di acqua ed elettroliti, regolandone l’entrata e l’uscita. Oltre a questo, la mucosa ha un’importante funzione di protezione immunitaria, selezionando le sostanze che vengono assorbite e impedendo l’ingresso di microrganismi patogeni. La mucosa è popolata da popolazioni batteriche che la aiutano in queste funzioni. Quando parliamo di batteri pensiamo a dei microrganismi nocivi per ilnostro corpo, ma in realtà non è del tutto così. Nel nostro corpo vivono ben 100 bilioni di batteri in una situazione di equilibrio; questi batteri hanno il loro habitat nel nostro intestino e si nutrono insieme a noi, contribuendo alla digestione del cibo o anche alla produzione di vitamine. Preservare le popolazioni batteriche intestinali significa proteggere la nostra salute. Quasi la metà del peso delle nostre feci è composto da batteri, vivi e morti. L’importanza del gruppo di batteri che popolano l’intestino è tale, che può essere considerato come una sorta di organo funzionalmente attiva, chiamato microflora intestinale. Nell’intestino crasso, dove flora batterica  è più numerosa, ci sono circa 500 specie diverse di batteri suddivise in microbiota dominante (Bifidobacterium), flora sottodominante (Lactobacillus) e microbiota residuo, con batteri potenzialmente patogeni (Clostridium , Pseudomonas e Klebsiella). Oltre alla flora batterica, nel nostro intestino vivono in simbiosi con i batteri numerose popolazioni di funghi e lieviti. La Flora batterica “sana” è chiamata Probiotica (a favore della vita) e le sostanze di cui la flora si nutre sono chiamate Prebiotici. In una situazione fisiologica sana, i batteri buoni e quelli patogeni si trovano in equilibrio; quando una popolazione sovrasta l’altra (ad esempio per un’alimentazione basata sull’eccesso di zuccheri semplici o alimenti processati,  uso di antibiotici costante), abbiamo una situazione di squilibrio chiamata “Disbiosi Intestinale“. In questa situazione, più frequente di quanto possiamo pensare, risulta uno squilibrio nell’assorbimento delle vitamine e l’inattivazione di alcuni enzimi digestivi con il conseguente processo di fermentazione intestinale e produzione di gas. Quando si ha un caso di disbiosi, le cellule della mucosa perdono “cemento” causando la comparsa di “aperture” che compromettono l’attività di selezione dei nutrienti. Si osserva un alterato assorbimento e produzione di acidi grassi essenziali per il nutrimento della mucosa intestinale (butirrato), una produzione di nitrosammine (tossiche e potenzialmente tumorali) e un  “allentamento” delle giunzioni tra le cellule del nostro intestino, rendendo la mucosa permeabile a sostanze che normalmente non vengono assorbite e scatenando così una reazione immunitaria. Quando queste sostanze presentano una composizione simile ad alcuni tessuti o composti del nostro organismo, il sistema immunitario non riesce più a distinguere tra sostanza esterna e interna e si presenta quella che normalmente è chiamata “malattia autoimmune“. Per mantenere sana la nostra mucosa intestinale si consiglia spesso un’alimentazione a base di cereali in chicchi integrali, un consumo di alimenti fermentati, la riduzione del consumo di zuccheri e farine raffinate e un aumento del consumo di frutta e verdura, soprattutto cruda, data la presenza di fibre prebiotiche capaci di nutrire la flora batterica. Un’alimentazione sana, integrata con un uso di prebiotici e probiotici ci aiuta a digerire meglio, a nutrirci meglio e, soprattutto, a rafforzare le nostre difese immunitarie. Tra i vantaggi dell’utilizzo di probiotici troviamo: un aumento della microflora benefica, un miglioramento della produzione di muco aumentando la barriera protettiva, il mantenimento delle giunzioni intatte tra le cellule intestinali, impedendo l’ingresso di sostanze nocive, un aumento della produzione del fattore antimicrobico, un’aumentata produzione di sostanze antinfiammatorie. Prendetevi cura del vostro intestino! Fonti scientifiche: Gareau, Mélanie G., Philip M. Sherman, and W. Allan Walker. “Probiotics and the gut microbiota in intestinal health and disease.” Nature Reviews Gastroenterology and Hepatology 7.9 -2010