Seminario gratuito “Guida alla spesa”

Seminario gratuito “Guida alla spesa”

Il primo passo per una corretta alimentazione e saper scegliere un alimento di qualità! Ti mostriamo come leggere la ” carta di identità del cibo che compri ogni giorno al super mercato .Con la Dott.ssa Sara Valente Biologo Nutrizionista. Dove? A Marino, presso la palestra SPORT E SALUTE, Sabato 17 febbraio dalle ore 11:00.
Per maggiori info: LINK EVENTO FACEBOOK
Zucchero e cocaina: il cervello risponde allo stesso modo

Zucchero e cocaina: il cervello risponde allo stesso modo

Il consumo di zucchero può danneggiare il cervello allo stesso modo di altri farmaci come l’alcool, il tabacco e la cocaína. L’effetto dello zucchero nel nostro cervello non è molto diverso dagli effetti dovuti a tossicodipendenza.Confrontando un cervello normale, uno di un soggetto obeso e uno di un dipendente da cocaina, nel cervello normale risulta la presenza in gran parte della sostanza evidenziato in rosso (vedi figura) chiamata dopamina, una sostanza prodotta nella parte del cervello associata con la ricompensa. Mentre si mangia un pasto particolarmente gustoso, il livello di dopamina cerebrale raggiunge il suo massimo. Nei tossicodipendenti il picco di dopamina si raggiunge prima ancora della ricompensa e, al momento dell’assunzione della droga, il cervello manda segnali di insoddisfazione, in quanto il livello massimo di questo neurotrasmettitore è stato già raggiunto. Le scansioni del cervello attraverso la risonanza magnetica funzionale, inoltre, mostrano che tutti i tossicodipendenti hanno un minor numero di recettori per la dopamina rispetto alla media; questo significa che la quantità di dopamina prodotta non riesce a legarsi a questi “bottoni cellulari” che le permettono di entrare nelle cellule stesse. Lo stesso meccanismo avviene con l’assunzione di zucchero, tabacco e alcool.
In poche parole, le persone che mangiano compulsivamente o che hanno un consumo giornaliero di zucchero, hanno una maggiore attivazione delle aree cerebrali legate alla ricompensa in risposta a stimoli alimentari (anche solo tramite l’immaginazione di un pasto gustoso) o in risposta all’assunzione di cibo
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha constatato che se continuiamo come oggi, nel 2030, il 57,8% della popolazione sarà obeso o in obesità grave. Negli Stati Uniti, in base alle statistiche del NIH (National Institutes of Health) questa generazione di bambini in sovrappeso avrà una vita più breve dei loro genitori a causa di problemi legati all’obesità (!!!). La presenza di zucchero nei prodotti industrializzati è altissima! Ecco perchè è importante leggere attentamente le etichette alimentari al momento dell’acquisto di un prodotto. Vi lascio quindi con una domanda: Da quando abbiamo smesso di mangiare per vivere e iniziato a vivere per mangiare?
Eventi Agosto 2017 Roma

Eventi Agosto 2017 Roma

La tua palestra chiude per le vacanze estive? ALLENATI CON NOI dal 14 al 19 agosto! A breve info sui nuovi eventi Metamorphosis! Seguiteci su Fb o restate sintonizzati su www.metamorphosis.fit
Estratto di barbabietola e “pump” muscolare

Estratto di barbabietola e “pump” muscolare

Recenti studi descrivono l’importante azione dei nutrienti contenuti nella Barbabietola nel rendimento sportivo. E’ stato scientificamente dimostrato che un consumo costante di Barbabietola porta a una maggiore produzione di Ossido nitrico negli sportivi, sostanza capace di aumentare la vasodilatazione, abbassare la pressione sanguigna e migliorare l’apporto di ossigeno ai muscoli. Questo avviene perchè la Barbabietola è ricca di nitrati, precursori di questo composto.

Risultato? Puoi allenarti più intensamente, più a lungo e ritardare gli effetti della fatica!

I nitrati, inoltre, riescono nei bodybuilder ad aumentare l’effetto “pump” dei propri muscoli e a dare una maggiore visibilità alle vene durante il workout! Inoltre, riducono la quantità di ossigeno necessario allo svolgimento dell’attività sportiva. Le betacianine che danno alla barbabietola il caratteristico colore rosso, sono potenti antinfiammatori e antiossidanti, soprattutto aiutano nella fase di recupero post workout dopo un intenso esercizio aerobico. Tra le altre caratteristiche troviamo:
  • un’azione depurativa
  • diuretica
  • immunostimolante
  • antinvecchiamento
  • favorisce l’assorbimento del ferro
  • abbassa la pressione sanguigna
Quindi via libera agli estratti di barbabietola e all’uso libero in cucina! Tra le idee per gli estratti ve ne diamo un paio noi:
  • barbabietola, mela, zenzero e carota viola
  • barbabietola, frutti di bosco e carota
Che ne pensate? 😉
Il Latte vegetale? Preparalo in casa!

Il Latte vegetale? Preparalo in casa!

Buono per la salute e ricco di nutrienti, il latte di origine vegetale è un’ottima opzione per chi vuole sostituire il latte animale nella propria alimentazione. Può essere preparato a partire da semi, germogli e cereali e apporta numerosi benefici:
  • ha un basso contenuto di grassi saturi
  • ricco di vitamine del complesso B, antiossidanti e sali minerali
  • non contiene lattosio, caseina e colesterolo
  • ha azione antinfiammatoria
  • rafforza il sistema immunitario
  • e cosa ancora più interessante, può essere facilmente preparato in casa!
Vediamo come preparare in casa alcune varianti di latte vegetale… Latte di mandorla: Far bollire 4 tazze di acqua (se volete un latte corposo, aggiungere un cucchiaio di farina d’avena e far bollire per 3 minuti). Frullare insieme a una tazza piena di mandorle tostate e senza sale. Filtrate il tutto e consumate entro 3-4 giorni Latte di avena: mettere una tazza di farina d’avena in polvere e due tazze di acqua in un frullatore, tritate e filtrate il tutto.  Questo latte serve anche per sostituire la crema nelle ricette che vanno in forno. Basta aggiungere una maggiore quantità di avena in modo che sia più cremoso. Latte di cocco: rimuovere l’acqua da una noce di cocco essiccata e rompere il cocco. Mettetelo in forno per qualche minuto, così sarà più facile da sbucciare. Mettete la polpa in un frullatore e frullate con 900 ml di acqua. Fitlrate con un panno di cotone. Latte di semi di lino: per preparare un bicchiere di latte, mettete  due cucchiai di semi di lino per ogni tazza di latte che preparate (per i bambini, usare solo un cucchiaio per ogni tazza); sciacquate i semi in un setaccio, coprite con acqua e lasciate macerare in un contenitore di vetro o ceramica fino quattro ore. Dopo questo periodo, frullate tutto e filtrate.    
Testosterone-cortisolo: fisiologia e nutrienti implicati

Testosterone-cortisolo: fisiologia e nutrienti implicati

Il Testosterone è un ormone steroideo, la cui struttura deriva dalla molecola del colesterolo. E’ prodotto dalle cellule di Leydig del testicolo e in piccole quantità anche nelle ghiandole surrenali e nelle ovaie (è infatti un ormone importante anche per le donne). In alcuni tessuti il testosterone viene trasformati in diidrotestosterone DHT, diventando ancora “più potente” (fino a 50 volte) e aumentando l’espressione dei caratteri fisici maschili. Soltanto una piccola parte del testosterone prodotto circola nel sangue legato a specifiche proteine di trasporto. Il testosterone e il DHT svolgono numerose funzioni nell’organismo, promuovendo fenomeni fisiologici quali lo sviluppo dei genitali maschili nel periodo prenatale e dei caratteri sessuali maschili nell’età puberale, la produzione di sperma, la crescita di peli, la crescita muscolare, l’accrescimento del sistema scheletrico durante la crescita, l’aumento delle caratteristiche comportamentali come aggressività e libido, distribuzione del tessuto adiposo in conformazione androide e la formazione degli eritrociti (i globuli rossi). L’allenamento di forza (ST) ad alta intensità, è considerato uno stimolo significativo per l’aumento dei livelli di testosterone. Questo processo è impedito da eccessivi livelli di cortisolo, detto anche ormone “dello stress” perchè la sua concentrazione sierica aumenta quando il corpo è sotto stress. Questo ormone, infatti, abbassa la capacità dell’organismo di produrre il testosterone, come si può vedere dal grafico: Come mai il cortisolo limita l’azione del testosterone per la crescita muscolare? Il più importante effetto metabolico del cortisolo è la sua capacità stimolare la gluconeogenesi (insieme di processi attraverso cui il corpo converte le sostanze non glucidiche in glucosio) nel fegatoQuesto processo gliconeogenico è potenziato dalla mobilitazione degli aminoacidi da tessuti extraepatici (soprattutto dalla proteolisi delle proteine del muscolo) in quanto parte degli aminoacidi sono detti glucogenici, possono cioè essere convertiti in glucosio. Questo processo stimolato dal cortisolo aumenta così la disponibilità di amminoacidi nel plasma; questo comporta un aumento del trasporto ematico degli aminoacidi verso il fegato e la diminuzione dell’entrata degli aminoacidi nelle altre cellule. Per questo motivo gli atleti che cercano l’ipertrofia muscolare vogliono cercare di controllare i livelli endogeni di cortisolo, al fine di evitare la maggior parte della proteolisi nei muscoli. I livelli ormonali di testosterone devono essere mantenuti a livello fisiologico in quanto livelli troppo alti o troppo bassi possono far nascere dei problemi. A partire dai 40 anni, la concentrazione di testosterone si riduce dell’1% ogni anno.Un eccesso di ormone viene convertito in estradiolo che ne inibisce ulteriormente la sintesi, per evitare di andare incontro a effetti dannosi per l’organismo, come scompensi cardiaci, compromissione del fegato, della tiroide, dei reni e ipercolesterolemia, caduta dei capelli, trombosi, aggiungendo assenza di mestruazioni o alterazioni del ciclo mestruale nelle donne. Bassi livelli ormonali di Testosterone, invece, possono causare effetti come stanchezza fisica, sbalzi di umore,  basso desiderio sessuale, rischio maggiore di incidenza di Alzheimer, aumentato rischio di osteoporosi, Il testosterone interviene anche come ormone chiave nelle patologie metaboliche, come l’obesità. Bassi livelli di testosterone sono connessi a iperglicemia, dislipidemie e ad un aumento del grasso viscerale addominale, con riduzione della massa magra negli uomini. Bassi livelli di testosterone o anche un eccessivo uso di androgeni negli atleti possono favorire la comparsa di ginecomastia, in quanto anche gli ormoni femminili (estrogeni) derivano dal colesterolo come gli androgeni. Per spiegarla in breve: una molecola di colesterolo si trasforma in progesterone, che a sua volta si trasforma in ormoni maschili che a loro volta si trasformano in quelli femminili. Infatti, gli ormoni femminili derivano da una modificazione strutturale degli ormoni femminili. Ecco perchè un uso incontrollato di anabolizzanti ha l’effetto opposto a quello sperato relativo alla crescita muscolare. Ma quali sono i nutrienti e le molecole che intervengono naturalmente nella regolazione dei livelli di testosterone e cortisolo?
  • Lo zinco, le vitamine del complesso B, il magnesio, l’I3C (indolo-3-carbaminolo),  L-Carnitina, Coenzima Q10, la vitamina E e tanti altri sono stimolatori del testosterone.
  • L’aglio crudo aggiunto alle pietanze aiuta l’organismo a produrre l’ormone luteinizzante LH che favorisce la produzione di testosterone e contiene allicina, una molecola che contrasta la sintesi del cortisolo
  • Il succo di melograno è ricco di antiossidanti capaci di promuovere la sintesi del testosterone, come accade per la vitamina D, capace di aumentarne la sintesi fino al 90%! (è contenuta nel tonno al naturale)
  • Un alto consumo di cibi estrogenici può influire sull’abbassamento del testosterone per chi ne è già carente, simulando l’azione degli ormoni femminili, data la presenza di fitoestrogeni: li trovate nella birra, nel latte e nei derivati della soia.
  • Picchi di insulina riducono livelli di testosterone, quindi occhio agli alimenti pieni di zuccheri semplici e farine raffinate.
  • La vitamina K2 causa un aumento dell’attività di enzimi PKA e CREB nei testicoli che a loro volta aumentano l’azione dell’enzima CYP11A, responsabile della sintesi del testosterone.
  • La Teanina, un aminoacido contenuto del tè, aumenta i livelli di testosterone e la prestazione sportiva, così come la rodiola.
In poche parole, le concentrazioni ormonali sono delicatissime  e vanno tenute sotto controllo dopo i 40 anni di età, l’importante è affidarsi SEMPRE a un medico anche soltanto per l’integrazione ed evitare assolutamente il fai-da-te prima di fare danni irreparabili!
Fonti scientifiche: CADORE, Eduardo Lusa. Et al. Factors Concerned with the Testosterone and Cortisol Response to Strength Training. Rev Bras Med Esporte – Vol. 14, No 1 – Jan/Fev, 2008. 15 May 2015 Full DOI: 10.1111/obr. 12282 Lipids Health Disease. 2011 13 de setembro; 10: 158.  
Raw Chocofruit Truffles: dolcetti fit

Raw Chocofruit Truffles: dolcetti fit

Ecco i rapidissimi RAW CHOCOFRUIT TRUFFLES! ✔200g di datteri o prugne secche ✔4 cucchiai di latte di cocco o di riso ✔2 cucchiai di cacao amaro ✔2 cucchiai di granella di mandorle o pistacchio ✔2 cucchiai di scaglie di cocco Sminuzzate i datteri e unite tutti gli ingredienti in un mixer. Frulllate il tutto per pochi secondi per ottenere un impasto colloso. Formare con le mani tante piccole palline e ricprirle a piacere con altro cocco in scaglie o granella di pistacchio. Porre nel freezer per circa 1 ora e infine servire il tutto guarnito con bacche di Goji e frutta secca! Buon appetito!
⚠⛔20g di datteri o prugne secche corrispondono a un frutto, quindi occhio a non mangiare più di 3 truffles in sostituzione a un frutto e a una manciata di frutta secca⛔⚠
Migliora la tua resistenza fisica e i Doms con la Curcuma: L’Iced Golden Milk

Migliora la tua resistenza fisica e i Doms con la Curcuma: L’Iced Golden Milk

Il Golden Milk è una super bevanda a base di Curcuma, facile da preparare e da conservare nel nostro frigorifero, sia in estate che in inverno. La curcuma è stata utilizzata per secoli nella medicina tradizionale cinese per il trattamento di malattie del fegato, problemi della pelle, malattie delle vie respiratorie e malattie gastrointestinali, strappi muscolari, dolori articolari e artrite. Il potente potere della curcuma è dovuto ad un composto chiamato curcumina, una sostanza bioattiva con proprietà antinfiammatorie e antiossidanti. La sua presenza nella curcuma non è molto alta (ha una bassa biodisponibilità) e per questo motivo bisogna combinarla nei nostri piatti con altri alimenti per renderla più attiva e più assorbibile dal nostro corpo. Una delle associazioni più potenti a cui si può ricorrere è quella curcuma – legumi – pepe nero. La Piperina è un alcaloide, cioè una sostanza presente nel pepe, capace di aumentare l’assorbimento della curcumina al 2000%, cioè di ben 20 volte! L’associazione curcumina & piperina porta alla regolazione di circa 700 geni del nostro DNA, regolando l’azione di alcuni enzimi che intervengono nelle reazioni infiammatorie, come COX-2 e 5-LOX. Ma non solo! Questa potente associazione è un forte antidepressivo che stimola la flora intestinale a produrre serotonina, l’ormone della felicità! La curcumina è anche liposolubile (solubile nei grassi), quindi è una buona idea associarla anche ai grassi buoni, come quelli dell’olio extravergine di oliva. Il Golden Milk diventa così una bevanda ideale e potentissima, dalle numerose proprietà salutistiche: è antinfiammatoria, antiossidante (protegge dai radicali liberi responsabili dell’invecchiamento e dell’insorgenza di numerose malattie), controlla i livelli del colesterolo nel nostro sangue prevenendo l’insorgenza di malattie cardiovascolari ed è un alimento ideale per le funzioni cerebrali e per la nostra memoria! Inoltre, è stato dimostrato un potente effetto di recupero sui dolori muscolari post-allenamento, detti Doms, accelerando il recupero fisico; una recente ricerca scientifica ha dimostrato che un uso costante per circa 40 giorni di Golden Milk apporta un miglioramento anche nella prestazione fisica, soprattutto negli sport di resistenza. Perchè non provare? 😉 Per preparare il Golden Milk è necessario preparare la Pasta di Curcuma, conservabile in frigo anche per 2 settimane.
  • Un bicchiere di acqua
  • Circa 50 g di Curcuma in polvere
  • Un cucchiaino di pepe nero in polvere (grattato al momento è meglio)
Mescolate tutti gli ingredienti e otterrete una pasta piuttosto densa da mantenere in frigorifero (se liquida aggiungere altra spezia). Una volta che avete lasciato riposare al fresco la pasta, preparate il vostro Iced Golden Milk con pochi semplici ingredienti:
  • Una tazza di latte vegetale (anche di soia, di cocco o di mandorle va benissimo)
  • Un cucchiaino di Pasta di curcuma
  • Dolcificante qb o stevia
  • Cannella in polvere per guarnire
Una volta sciolti tutti gli ingredienti in un pentolino, scaldate il tutto a fuoco lento, fino quasi a portare ad ebollizione. Lasciate raffreddare il latte e correggete il sapore in base ai vostri gusti; infine raffreddate il tutto aggiungendo dei cubetti di ghiaccio. Quali sono le controindicazioni? ✋🚫 Un Consumo eccessivo può portare a disturbi intestinali ✋🚫 NO al consumo in caso di Gastrite o ulcere ✋🚫 NO al consumo in caso di Calcoli Biliari ✋🚫 NO al consumo in Gravidanza  
Oggi vi presentiamo i grassi e il tessuto adiposo

Oggi vi presentiamo i grassi e il tessuto adiposo

I grassi sono formati da 2 tipi di molecole: 1 molecola di glicerolo e 3 molecole di acidi grassi (per questo sono noti anche come trigliceridi). In base alla struttura di questi acidi grassi distinguiamo i lipidi in saturi o insaturi; i primi non presentano doppi legami tra gli atomi della struttura, i secondi ne hanno almeno uno Per riconoscere a primo impatto se un grasso è saturo o insaturo esiste una regola:  i trigliceridi sono liquidi a temperatura ambiente se sono insaturi, i saturi invece sono solidi. Di solito i saturi sono di origine animale, mentre gli insaturi di origine vegetale (gli oli). Esiste poi una via di mezzo: i grassi idrogenati. Questi sono grassi prodotti da trattamenti industriali, usati quando è necessario produrre un grasso solido da uno liquido, come avviene per la margarina. I grassi idrogenati sono i più dannosi presenti in natura! Gli acidi grassi sono la parte dei grassi che ci servono come fonte energetica, ma svolgono anche altre funzioni: aiutano l’assorbimento delle vitamine Liposolubili (A, D, E e K) e sono un elemento chiave di tutti i tessuti perchè fanno parte delle membrane cellulari! Inoltre, quando fa freddo, sono la piu ‘ grande fonte di energia utilizzata dal nostro corpo per riscaldarsi. Anche gli acidi grassi saturi sono usati come fonte energetica. Sono un elemento strutturale importantissimo per la cellula, in quanto modificano e regolano l’espressione di vari geni; essi sono prodotti anche nella ghiandola mammaria, promuovendo una fonte facilmente disponibile di energia che ha capacità di protezione microbica e che garantisce la crescita, lo sviluppo e la sopravvivenza dei cuccioli di mammifero. Ma attenzione a quanti ne ingerite! Essi devono essere assunti in quantità controllata, NON più del 7% dell’alimentazione giornaliera, in quanto sono quei grassi capaci di produrre danni sul sistema cardiovascolare! I trigliceridi vengono accumulati nel tessuto adiposo considerato un vero e proprio organo endocrino in grado di produrre gli ormoni femminili. Il tessuto adiposo è il nostro più grande serbatoio di energia a lungo termine ed è cruciale per l’omeostasi energetica. Può rappresentare circa il 15 % del totale del nostro peso corporeo, ma anche in casi estremi può arrivare al 50 %. Esso e composto da cellule che hanno un nome proprio: gli adipociti. Ma non troviamo solo questi ultimi,  infatti il tessuto adiposo è composto anche da tessuto connettivo, tessuto nervoso, vasi sanguigni; proprio per questo è considerato un organo vero e proprio che funziona autonomamente!  Ma c’è di più! Non abbiamo solo un tipo di tessuto adiposo, ne abbiamo 2: il bianco (quello di cui abbiamo parlato adesso) e il bruno, capace di bruciare energia per produrre calore per mantenere costante la temperatura del nostro corpo. Negli ultimi anni è stato scoperto che un accumulo di tessuto adiposo produce e libera nel nostro corpo molecole infiammatorie, ma di questo ne parleremo la prossima volta 😉 Fonte scientifica: Contreras, et al. Hypothalamus and thermogenesis: Heating the BAT, browning the WAT. Molecular and Cellular Endocrinology (2016)
Flora batterica intestinale e alimentazione

Flora batterica intestinale e alimentazione

Negli ultimi decenni abbiamo modificato molto il nostro stile alimentare e di vita; questo ha comportato un aumento di produzione anche nel settore del commercio alimentare, con una conseguente riduzione della qualità del cibo che troviamo negli scaffali del supermercato. I processi di industrializzazione hanno apportato modifiche nutrizionali, abbassando la quantità dei nutrienti e un aumento di alimenti a base di zuccheri semplici raffinati (zucchero e farina bianca). Il nostro organismo ha dovuto adattarsi a queste modifiche, modificando la popolazione batterica intestinale. Ma come è fatta la parete intestinale? L’intestino è rivestito da una  parete protettiva chiamato endotelio, composta prevalentemente da cellule che coprono circa 400 m2 di superficie. Questa  membrana aiuta a dividere l’interno del corpo dall’ambiente esterno e ha la funzione di impedire la perdita di acqua ed elettroliti, regolandone l’entrata e l’uscita. Oltre a questo, la mucosa ha un’importante funzione di protezione immunitaria, selezionando le sostanze che vengono assorbite e impedendo l’ingresso di microrganismi patogeni. La mucosa è popolata da popolazioni batteriche che la aiutano in queste funzioni. Quando parliamo di batteri pensiamo a dei microrganismi nocivi per ilnostro corpo, ma in realtà non è del tutto così. Nel nostro corpo vivono ben 100 bilioni di batteri in una situazione di equilibrio; questi batteri hanno il loro habitat nel nostro intestino e si nutrono insieme a noi, contribuendo alla digestione del cibo o anche alla produzione di vitamine. Preservare le popolazioni batteriche intestinali significa proteggere la nostra salute. Quasi la metà del peso delle nostre feci è composto da batteri, vivi e morti. L’importanza del gruppo di batteri che popolano l’intestino è tale, che può essere considerato come una sorta di organo funzionalmente attiva, chiamato microflora intestinale. Nell’intestino crasso, dove flora batterica  è più numerosa, ci sono circa 500 specie diverse di batteri suddivise in microbiota dominante (Bifidobacterium), flora sottodominante (Lactobacillus) e microbiota residuo, con batteri potenzialmente patogeni (Clostridium , Pseudomonas e Klebsiella). Oltre alla flora batterica, nel nostro intestino vivono in simbiosi con i batteri numerose popolazioni di funghi e lieviti. La Flora batterica “sana” è chiamata Probiotica (a favore della vita) e le sostanze di cui la flora si nutre sono chiamate Prebiotici. In una situazione fisiologica sana, i batteri buoni e quelli patogeni si trovano in equilibrio; quando una popolazione sovrasta l’altra (ad esempio per un’alimentazione basata sull’eccesso di zuccheri semplici o alimenti processati,  uso di antibiotici costante), abbiamo una situazione di squilibrio chiamata “Disbiosi Intestinale“. In questa situazione, più frequente di quanto possiamo pensare, risulta uno squilibrio nell’assorbimento delle vitamine e l’inattivazione di alcuni enzimi digestivi con il conseguente processo di fermentazione intestinale e produzione di gas. Quando si ha un caso di disbiosi, le cellule della mucosa perdono “cemento” causando la comparsa di “aperture” che compromettono l’attività di selezione dei nutrienti. Si osserva un alterato assorbimento e produzione di acidi grassi essenziali per il nutrimento della mucosa intestinale (butirrato), una produzione di nitrosammine (tossiche e potenzialmente tumorali) e un  “allentamento” delle giunzioni tra le cellule del nostro intestino, rendendo la mucosa permeabile a sostanze che normalmente non vengono assorbite e scatenando così una reazione immunitaria. Quando queste sostanze presentano una composizione simile ad alcuni tessuti o composti del nostro organismo, il sistema immunitario non riesce più a distinguere tra sostanza esterna e interna e si presenta quella che normalmente è chiamata “malattia autoimmune“. Per mantenere sana la nostra mucosa intestinale si consiglia spesso un’alimentazione a base di cereali in chicchi integrali, un consumo di alimenti fermentati, la riduzione del consumo di zuccheri e farine raffinate e un aumento del consumo di frutta e verdura, soprattutto cruda, data la presenza di fibre prebiotiche capaci di nutrire la flora batterica. Un’alimentazione sana, integrata con un uso di prebiotici e probiotici ci aiuta a digerire meglio, a nutrirci meglio e, soprattutto, a rafforzare le nostre difese immunitarie. Tra i vantaggi dell’utilizzo di probiotici troviamo: un aumento della microflora benefica, un miglioramento della produzione di muco aumentando la barriera protettiva, il mantenimento delle giunzioni intatte tra le cellule intestinali, impedendo l’ingresso di sostanze nocive, un aumento della produzione del fattore antimicrobico, un’aumentata produzione di sostanze antinfiammatorie. Prendetevi cura del vostro intestino! Fonti scientifiche: Gareau, Mélanie G., Philip M. Sherman, and W. Allan Walker. “Probiotics and the gut microbiota in intestinal health and disease.” Nature Reviews Gastroenterology and Hepatology 7.9 -2010